sabato 13 ottobre 2007

Ho deciso: alle primarie del Pd voto Rosy Bindi

Come scrivevo ieri, ero molto indeciso se andare a votare oppure no. Mi è sempre piaciuta l'idea di un grande partito di centrosinistra ma quello che ho visto questi giorni sul Partito Democratico non mi è andato molto giù.
Invece di rappresentare il nuovo, all'interno si ripresentano rafforzati gli stessi apparati dirigenti. Sembra solo una fusione tra Ds e Margherita più qualche componente della società civile che fa da contorno.
Basta vedere che all'inizio sembrava volessero un solo candidato: Walter Veltroni.
Sicuramente un buon sindaco ma nei suoi discorsi è veramente poco concreto.
Dice sempre tutto e il contrario di tutto. Un vero «ma-anchista» per dirla come Maurizio Crozza.

C'è bisogno di più concretezza, non si può mettere d'accordo tutti. E' giusto farsi anche dei nemici.
Per questo motivo ho deciso di andare comunque a votare per esprimere la mia preferenza alla sola vera sfidante: Rosy Bindi.
Perché la Bindi?
Perché ha avuto il coraggio di sfidare chi voleva una votazione "farsa", un semplice referendum pro o contro Veltroni.
Perché si è veramente impegnata cercando di dare delle risposte convincenti agli elettori dando meno spettacolo.
Perché in politica ha saputo sostenere delle battaglie civili senza mai indietreggiare cercando sempre di fare una sintesi delle varie proposte all'interno della babele della coalizione di centrosinistra. Penso ad esempio a quanto ha fatto per proporre i DICO (Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi) insieme al Ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini. Come ormai tutti saprete, questo disegno di legge che cerca di dare dei diritti minimi alle coppie di fatto anche omosessuali è stato indebitamente ostacolato e attaccato dalla Chiesa Cattolica che ha anche organizzato la manifestazione del Family Day. E tutti sanno che Bindi è cattolica praticante e con questo atto politico ha dimostrato il senso vero del termine "laicità" che significa affrontare i problemi per quello che sono, trovando soluzioni condivise che possano metter d'accordo religiosi e no.
Voto Rosy Bindi perché è l'unica donna tra i cinque candidati leader del Partito Democratico, facendo così valere anche l'importanza delle donne in politica.

Infine voto Rosy Bindi perché la penso esattamente come il cantautore Francesco De Gregori che, pur amico da anni di Veltroni, sostiene la pasionaria del centrosinistra come potete leggere dall'intervista realizzata da Aldo Cazzullo il 19 agosto 2007:

"
«È vero che sono amico di Veltroni, da tantissimi anni. Se mi metto a contarli, sono più di trenta. Ma essere arruolato mi dà un po' fastidio. Un conto sono gli amici, un conto i simpatizzanti ».
Lei non simpatizza?
«Mi piacerebbe fare il tifo per lui, se lo capissi. E finora non l'ho capito. Non sono molto d'accordo con certe cose che Veltroni dice e fa. Lui ha una grossa capacità di comunicare, di proporsi come elemento di novità. Ma quel che dice spesso è difficile da afferrare, da decifrare. Usa un linguaggio aperto a ogni soluzione, dice tutto e il contrario di tutto. Mostra una grande ansia di piacere, di essere appetibile a destra e a manca, che magari gli porterà molto consenso ma è poco utile a capire cosa sarà davvero il Partito democratico».
Lo sa che lei sta scendendo dal carro del vincitore?
«Mi rendo conto che accade di rado. Nel mondo della canzone, poi. Ma nel vincitore annunciato, ammesso che sia tale anche alla fine, non trovo una linea chiara. Sento un gran bel parlare, belle promesse, i riferimenti coltivati da sempre, Kennedy, don Milani, Olof Palme. Ma non riesco a ricondurlo a una chiara intenzione politica. E vedo che non sono l'unico ad avere questa difficoltà».
Che cosa in particolare non la convince nel suo linguaggio?
«Questo appellarsi di continuo al sogno, a un mondo migliore, ora vedo pure all'amore. Per carità, come si può essere in disaccordo, meglio basarsi sull'amore che sull'odio. Ma viviamo in un paese pieno di problemi. Buttare tutto sui sentimenti, cancellare le differenze, non significa dare risposte operative alle questioni di oggi».

Veltroni in campo rappresenta comunque una novità.
«Veltroni si presenta come un uomo nuovo, ma lo è fino a un certo punto. Veltroni è uomo navigato. Ha percorso abilmente la politica italiana degli ultimi trent'anni. Ora la sua candidatura è stata avanzata e sostenuta da poteri forti e consolidati, sempre gli stessi degli ultimi decenni. Non è l'homo novus tanto atteso. Mi convince poco anche questo clima di aspettativa, per cui tutti a dire che Veltroni è una risorsa, che Veltroni è l'uomo della Provvidenza... Non è scontato che sia il più adatto a fare voltar pagina al Paese; così come non dovrebbe essere così scontata la sua vittoria».
È un buon sindaco di Roma, no?
«Tutti parlano di modello Roma. Ma Roma mi pare sempre più una città che cerca di nascondere lo sporco sotto il tappeto. I grandi problemi di una grande città — traffico, sicurezza, legalità — sembrano più spesso elusi, che affrontati e risolti. Va da sé che Roma è bellissima, da San Pietro al Colosseo; ma certo non è merito di Veltroni».
De Gregori, le sue parole non passeranno inosservate. Lei è considerato uno degli artisti da sempre più vicini a Veltroni.
«Gli voglio un bene dell'anima. Abbiamo pranzato, cenato, siamo andati insieme in vacanza, sono stato suo testimone di nozze. Però non abbiamo mai parlato di politica. Anche quando dirigeva l'Unità e ogni tanto mi chiedeva un articolo, io glielo mandavo, lui mi diceva se gli era piaciuto o no, ma non c'è mai stata interferenza reciproca, né lui si è mai sognato di chiedermi consigli. Io lo prendevo un po' in giro per la storia dell'Africa: "Guarda Walter che non ci crede nessuno". Lui teneva il punto: "Ti dico che vado in Africa!". Almeno su questo, per ora ho avuto ragione io».
Dubita della sincerità con cui si vota alle varie cause?
«No. Veltroni magari è sincero. Ma la sincerità dei politici non ci deve riguardare. Appartiene solo alla loro coscienza. Ci riguarda la loro capacità. Quel che dicono, quel che fanno. E Veltroni risponde solo di quello che fa. Roma è raffigurata come il fantabosco. Non è così. La cultura è migliorata; ma la cultura è una ciliegina sulla torta. Non si fa una torta solo con le ciliegine, e non se ne parla parlando solo di ciliegine ».
Vede anche pericoli per Veltroni?
«Lui sa coltivare la sua immagine. Ha una grande potenza mediatica. Molti giornali fanno il tifo per lui. Proprio per questo, dovrebbe guardarsi dalla sovraesposizione ipertrofica. Deve stare attento ai veltroniani. Perché a volte i veltroniani sono controproducenti».
Chi sono i veltroniani?
«I Bettini, le Melandri, quando partono lancia in resta contro i nemici. "Chi attacca Walter semina veleni...". Ma dai! La ragazza deve stare attenta prima di parlare. E poi i Tardelli... Come si fa a essere contro Tardelli, il vincitore del Mundial? Ma l'Italia oggi è un paese sbandato, che ha bisogno di ricette meno spettacolari e più amare. E non so se Veltroni sia in grado di proporle. Al Lingotto non l'ha fatto. Forse lo farà da qui al 14 ottobre. Me lo auguro, perché l'idea del Partito democratico non è affatto male. La parola è bella, affascinante; ma non ci si può limitare alla scorza. La si deve riempire di contenuti, perché la gente vada a votare».
Quindi il progetto del Partito democratico la interessa?
«Sì. Mi auguro che le primarie abbiano successo. Che il nuovo partito ci porti fuori dalla politica stagnante di questi anni, non dia risposte ma ponga domande, conquisti credibilità, sappia chiedere sacrifici. Che stia lontano dalle paludi e dai pascoli consociativi, e nello stesso tempo stia lontano da una sinistra fondamentalista, sempre più decrepita e deprimente».
Lei voterà alle primarie?
«Credo di sì. E penso che voterò per Rosy Bindi, che mi sembra la vera novità di tutta questa storia. Dà l'impressione di essere più propositiva, più incisiva, più dirimente, più chiara. Più disposta a rischiare l'impopolarità. Più in grado di farsi dei nemici. Perché abbiamo bisogno di un leader che sappia farsi anche nemici, non solo amici».
Mi perdoni la malizia: non è che voi amici della prima ora siete un po' ingelositi dagli scrittori, dagli sportivi e da tutti questi ammiratori arrivati dopo, con cui Veltroni ha molto legato?
«Lei mi fa un torto intellettuale se pensa che possa essere geloso della Melandri o di Tardelli»."

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravissimo anche io la voterò!!!hai l'appoggio di tutta la mia famiglia...tommaso

Giorgio ha detto...

Io invece ho dato fiducia al nostro sindaco. Lo ritengo una persona seria ed in gamba, e dato che è stato un ottimo sindaco non vedo perchè non possa essere anche un buon leader di partito. Per questo ho deciso di dargli fiducia, anche se non so ancora se alle prossime elezioni politiche o amministrative voterò il PD. Forse però con questa nuova responsabilità di cui si è fatto carico non sarà più "maanchista"!!:D