mercoledì 6 giugno 2007

La legge Biagi forse sarà riformata

Oggi voglio parlare della legge sul lavoro fatta dal precedente governo di centrodestra. Questa legge ha letteralmente rovinato il futuro ai giovani. Nata con l'intento nobile di introdurre forme di flessibilità che è inevitabile siano necessarie in alcune situazioni in un mercato flessibile che dipende fortemente dalla domanda, ha invece reso precario il lavoro soprattutto dei più giovani. Da qui sono nate forme di contratto ridicole anche solo nella sigla, come ad esempio i famosi Co.Co.Pro. (Collaborazioni Coordinate a Progetto) prima chiamati Co.Co.Co. (Collaborazioni Coordinate e Continuative).
Ma la cosa più grave è che sembra una legge fatta esclusivamente per aiutare le imprese. Infatti ad un'impresa risulta estremamente vantaggioso assumere un giovane con queste nuove forme di contratto in quanto non si impegnano troppo, lo tengono fino a quando serve e soprattutto pagano meno tasse.
Ora se può essere utile soprattutto per le prime esperienze lavorative assumere un giovane per un periodo breve per poi riconfermarlo se viene considerato valido, la cosa grave è che si è creato un meccanismo perverso che ha portato a tenere un giovane lavoratore sempre insuspance rinnovando il contratto di tre mesi in tre mesi.
Allora mi domando e dico: ma i cari politici di centrodestra, quando stavano loro al governo, avevano a cuore la famiglia? Se si, mi dite come fa un giovane solo a pensare di formarla se non ha la certezza del posto di lavoro? Si campa con lo Spirito Santo?
Ma forse in realtà ai politici dei giovani e della famiglia interessa poco. In particolare molti hanno fatto la loro bella comparsa alFamily Day solo per cercare qualche voto in più.
Tra l'altro ormai sanno tutti che l'Italia è un Paese pieno di anziani. Quindi se ne possono anche altamente fregare dei giovani. E' meglio far contenta la maggioranza dopotutto.
I politici di destra ma anche di sinistra non guardano più al futuro. Un tempo le ideologie avevano tutte il sogno di cambiare il mondo e di migliorarlo. Ora invece con la loro fine, si guarda solo al presente. Così le cose non vanno avanti.
Per vedere come sono poco considerati i giovani, basti vedere un telegiornale. Di politici giovani ce ne sono pochissimi e sono dieci anni che si alternano gli ormai 70enni Prodi e Berlusconi. Ormai hanno stufato! Chi è troppo in là con l'età non po' guardare al futuro e parla ormai per slogan non più al passo con i tempi che cambiano.

Ma tornando sulla legge Biagi, ecco cosa c'è scritto sulla prefazione del libro di Beppe Grillo "Schiavi Moderni":

"La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Prima non c’era, adesso c’è. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni. Dal pulire i cessi al rispondere al telefono.
Lavoratori dipendenti si sono trasformati in imprenditori con partita Iva, senza soldi e senza sicurezze. Lavoratori transbiagici. Una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti. La legge Biagi è una legge di sinistra per una politica del lavoro di ultra destra. Copiata dai faraoni. Call center al posto di piramidi. Usata per lo sfruttamento del lavoratore. Senza sicurezze. Senza niente. Neppure la dignità. Neppure la speranza degli operai degli anni ’50. Che vivevano di sacrifici, ma sapevano che i loro figli avrebbero avuto una vita migliore
[...]"

Questo libro di Grillo, è stato fatto mettendo insieme alcune delle numerose lettere che gli hanno mandato dei giovani lavoratori precari. Troverete quindi storie di ogni tipo che oltre a riguardare i più giovani, riguardano ancora peggio persone di mezza età che se perdono il lavoro il reinserimento diventa ancora più duro. Il bello è cheBeppe Grillo distribuisce gratuitamente questo libro in versione digitale su internet e lo potete scaricare cliccando qui. Poi per chi vuole comprarlo, lo può fare alla modesta cifra di circa 9 euro e vi arriva a casa.
Qualcosa comunque pare che si sta muovendo. Infatti pare che il governo Prodi voglia riformare la legge Biagi mettendo un tetto massimo per i contratti a tempo determinato. Ecco oggi cosa riporta l'articolo de "la Repubblica" "Il governo cambia la legge Biagi un tetto per i contratti a termine":

"Troppi precari, troppi giovani e meno giovani che non riescono a scrollarsi di dosso le ansie e le incertezze legate ad un lavoro che oggi c'è e domani non si sa [...] Sotto esame, prima di tutto, c'è la durata dei contratti a termine: l'idea è di porre un limite di durata - si parla di tre anni - al di sopra del quale l'azienda sarà fortemente incentivata ad assumere il dipendente a tempo fisso. E gli «intervalli» fra un rinnovo e l'altro saranno sottoposti a maggiore controllo. Molto probabilmente due punti della leggeBiagi, il «job on call » e lo «staff leasing» spariranno. La prima formula, detta anche «lavoro a chiamata» è stata sempre al centro di numerose polemiche perché prevede che il lavoratore resti sempre a disposizione dell'azienda e che il datore di lavoro lo convochi a suo piacere per far fronte a particolari necessità di ordine tecnico, o per provvedere ad esigenze produttive improvvise e non prevedibili. Lo «staff leasing», altra norma destinata a scomparire o a essere fortemente modificata, prevede invece che un individuo possa risultare come dipendente di una società, ma lavorare poi presso un'altra azienda. Quanto all'indennità di disoccupazione l'intervento cui il governo sta pensando riguarda un aumento dell'attuale 50 al 60 per cento dell'ultima retribuzione, a condizione che l'assegno sia legato a iniziative di formazione o reimpiego. Ritocchi,qusti alla legge Biagi, cui andrebbe a unirsi la partita sui contributi. Un innalzamento delle aliquote dei lavoratori parasubordinati è già stata inserita dalla Finanziaria, ma la prospettiva è quella di elevarle ulteriormente fino a raggiungere il tetto del 33 per cento: i contratti a progetto (co.co.pro) quindi resteranno, ma costeranno di più [...] ai lavoratori flessibili sarà consentito di unire gratis i vari spezzoni contributivi versati ai diversi enti di previdenza (anche oggi è possibile, ma c'è il limite dei sei anni al di sotto del quale i contributi si perdono) [...] Per coprire i «buchi assicurativi», ovvero i periodi in cui i giovani non lavorano e quindi non versano nulla, verranno poi introdotti i contributi figurativi [...]"

Sembra una riforma molto interessante ma bisogna vedere se il governo Prodi non cade prima...

1 commenti:

Loud ha detto...

Non voglio dilungarmi troppo, essendomi già espresso sul mio blog e su BlogGoverno a più riprese; ti linko direttamente il mio ultimo post:
Treu-Biagi: oggi vince la riforma del 2003. Le modifiche future? Probabilmente solo ideologiche e nessuna centrarà il vero bersaglio.

Un po' drastico forse, ma questo è quanto porto nel mio breve bagaglio culturale e professionale. Almeno oggi la penso così.
Rimango comunque dell'idea che il Co.Co.Co. fosse più adatto del Co.Pro. per determinate figure professionali cui non può applicarsi alcun progetto per il tipo di mansioni svolte, ma rimango convinto che sia lodevole aver tentato di assestare il mercato cercando di applicare un contratto "precario" (comunemente considerato) laddove via sia un progetto piuttosto che a chiunque senza distinzione.
Il problema rimane l'abuso, adesso come prima.
Ecco perché credo che il bersaglio sia un altro (vedi post linkato).

Ah, tutto ciò ferma restando l'assurdità giuridica del Job sharing e l'inadeguatezza del Job on call... Ma questo è un altro paio di maniche ;)

Saluti,
LL