venerdì 7 agosto 2009
Tremonti e la Golden Tax: obiettivo mancato
Come forse saprete, nel decreto anticrisi il nostro Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti aveva voluto mettere le mani sull'oro della Banca d'Italia. Nel decreto si stabiliva di tassare per il 2009 le plusvalenze da rivalutazione delle riserve auree della Banca d'Italia, con un'aliquota del 6%, entro un importo massimo di 300 milioni di euro. Tremonti disse: "quell'oro è del popolo, non di Via Nazionale"!
Da questa decisione si sono scatenate immediatamente forti proteste, oltre che ovviamente dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, anche dal Presidente della Repubblica rimasto perplesso fino all'opposizione. Tale norma era in palese contrasto con il Trattato di Maastricht dove si stabilisce che gli istituti centrali devono essere indipendenti dal potere politico. E come si sa, le divinità di ogni religione puniscono duramente chi peccando contravviene al "dogma".
Inoltre, c'è da specificare che nel decreto era stabilito, chiaramente per non generare sanzioni, che: "le disposizioni si applicano previo parere non ostativo della Banca Centrale Europea e comunque nella misura idonea a garantire l'indipendenza istituzionale finanziaria della Banca d'Italia". Sebbene scontato, per completare la bocciatura assoluta a questa decisione, mancava all'appello il Presidente della BCE Jean-Claude Trichet. Puntualmente la sua risposta è stata: "siamo contrari" in quanto "pone problemi al diritto comunitario".
Trichet non si è limitato a dire questo, ma ha trovato l'occasione per descrivere lo stato della crisi. "La crisi sta passando" anche se l'economia "resterà debole nel 2009, mentre nel 2010 si dovrebbe registrare una ripresa graduale con tassi trimestrali positivi". Ha inoltre detto come si dovranno conformare le politiche economiche degli stati aderenti all'Euro: "Rischi di una prolungata bassa crescita ma adesso basta con le misure di stimolo".
Proprio da questo punto voglio partire per fare una breve riflessione su questa concezione secondo la quale è bene che le banche centrali siano indipendenti dai governi. Se chi ha il potere di emettere moneta e di regolare i tassi d'interesse dice che le misure di stimolo devono terminare, allora per forza di cose i governi dovranno fare così. Altrimenti le misure di stimolo saranno controbilanciate da una misura monetaria restrittiva compensativa che vanifica l'obiettivo di crescita del governo, favorendo il peggioramento del debito pubblico.
Questo che ho descritto a grandi linee, secondo me, è sbagliato perché il potere di questo organo indipendente ha un ruolo attivo nella politica economica di un Paese.
Tutto ciò lo trovo anche antidemocratico perché un governo democraticamente eletto è costretto a lavorare con "armi spuntate".
Mi si potrebbe obiettare che se la BCE e la Banca d'Italia fossero controllate dai governi, allora si creerebbe una spinta inflazionistica difficilmente governabile. Questo non è necessariamente vero perché a quel punto il governo che, con le sue decisioni di politica monetaria, provoca un aumento eccessivo di inflazione, potrà essere giudicato dai cittadini e tornare di conseguenza sui suoi passi o sciogliersi. Oggi, invece, le scelte politiche di un governo non hanno un effetto immediatamente verificabile da tutti tramite la "spia accesa" dell'inflazione e quindi si disperdono le responsabilità. In questo modo risulta difficile anche reagire in tempi relativamente brevi per contrastare l'aumento dei prezzi.
Questa è secondo me la logica giusta che sta dietro una scelta discutibile come quella del tassare le riserve auree della Banca d'Italia. Lo scopo è sicuramente quello di sollevare questa questione nel dibattito europeo, verificando eventuali sponde politiche in altri capi di stato o di governo degli Stati aderenti all'Euro.
Tra l'altro questa considerazione si deduce dalla cifra risibile che lo Stato incasserebbe da questa operazione: 300 milioni di gettito su un debito pubblico complessivo di 1.700 miliardi di euro. In pratica circa tre volte la vincita che potrebbe fare sabato chi riuscirà a indovinare la sestina vincente del Superenalotto.
giovedì 6 agosto 2009
L'isola dei rifiuti: il "carburante del futuro" e l'interesse dei Rothschild
Come se vivessimo in un mondo stile Futurama, nel Pacifico del Nord si è formata una chiazza interamente di rifiuti di plastica. La quantità dei rifiuti è veramente impressionante e terrificante: 4 milioni di tonnellate su un totale di 60 miliardi prodotti ogni anno nel mondo. Si stima che la chiazza sia grande quanto due Texas o quattro Giapponi!
Ecco cosa è riuscito a fare il cosiddetto "progresso"! Il progresso senza una cultura ambientale e civile degna genera dei mostri di cui noi prima o poi dovremo fare i conti. Queste notizie appassionano pochi, fanno più notizia gli scoop su un vip immortalato in effusioni con una bella ragazza in un luogo pubblico. Per il resto, il problema ambientale nemmeno ci sfiora, preoccupati solo a coltivare il proprio orticello.
Questo non va bene perché violentare la natura significa deturpare a volte anche per sempre la terra lasciata dai nostri padri e di cui un domani beneficeranno le future generazioni.
Bottiglie di plastica e altri oggetti fatti con questo materiale, spinte dalle correnti circolari dell'Oceano Pacifico, hanno impiegato cinque o sei anni di navigazione prima di arrivare nel posto in cui si trovano ora. Gli agenti corrosivi degli enzimi hanno ridotto questa massa di oggetti di plastica in una poltiglia, tanto da essere difficilmente osservata e controllata dai satelliti. Per questo sono partite due spedizioni dell'università di San Diego che, grazie alle navi oceanografiche New Horizon e Kaisen, determineranno i confini di quest'isola di plastica. Oltre a questa ricognizione di un fenomeno da tenere sotto controllo e da studiare, i ricercatori cercheranno di trovare dei metodi di ripulitura che non siano traumatici per l'ecosistema. La plastica ruminata, una volta raccolta può essere riutilizzata come carburante e questo grazie alla collaborazione della ditta britannica Nextek, azienda specializzata nel riciclaggio dei rifiuti urbani.
Spiegazioni più dettagliate in merito le ha date Maurizio Peruzzini, responsabile del Progetto chimica sostenibile al Dipartimento di progettazione molecolare del Cnr, che ha parlato di "carburante del futuro". In un'intervista pubblicata sul quotidiano "la Repubblica" di oggi a pag. 17 ha detto:
[...] "La plastica è composta da lunghe catene di atomi chiamate polimeri, che devono essere degradati. Esistono varie strade, e la più battuta sfrutta la temperatura di una torcia al plasma. A diverse migliaia di gradi, la plastica si "scompone" in molecole più semplici, principalmente monossido di carbonioo e idrogeno, utilizzabili come combustibili. Questa miscela, nota come "gas illuminante", rischiarava le città del petrolio. Perché questo processo funzioni bene però è necessario che il materiale di partenza sia omogeneo".
La plastica del Pacifico ha passato 5 o 6 anni nell'acqua salata e sotto il sole. E' già abbastanza degradata?
"Questo facilita le cose. La degradazione della plastica è il cuore del problema. Un'altra strada prevede l'utilizzo di enzimi che spezzano i legami chimici dei polimeri. Se ne usano diversi, ognuno è adatto a un tipo di plastica. Bisogna però sottoporre i batteri a ingegneria genetica per ottenere l'enzima voluto".
Un aspetto preoccupante è che pezzetti di questa plastica possono, e quasi certamente già avviene, essere mangiati dai pesci, per poi risalire lungo la catena alimentare fino a quelle specie di cui si nutre l'uomo.
Ovviamente, è assurdo pensare che tutto questo grande e complesso lavoro sia gestito e portato a termine da questa spedizione di una sessantina di ricercatori. Quando si sente l'odore di affari e di soldi tintinnanti, ecco che si fa viva una delle famiglie più ricche e potenti del mondo: i Rothschild! Basta fare una piccola ricerca e leggere dei buoni libri per comprendere come questi uomini tengano in scacco i "potenti" della terra che di fronte a loro sono solo marionette.
Questa famiglia infatti, tanto per rendere l'idea, è stata fondamentale per la creazione del sistema bancario così come lo conosciamo oggi. Nella storia hanno prestato soldi a debito a ricchi e potenti, fornito preziosa liquidità ad entrambe le parti di un conflitto, concesso prestiti per la ricostruzione post-bellica. La maggior parte delle persone forse non ha mai sentito il loro nome, indice che chi ha potere e influenza gioca dietro le quinte.
Ebbene, anche se non ne avevo mai sentito parlare prima, proprio uno dei Rothschild, David de Rothschild, fondatore dell'associazione "Adventure Ecology", sarà il prossimo a salpare da San Francisco per portare avanti questa iniziativa ecologica.
Questo è, volendo, un bel segnale: ci sono margini per trarre un buon profitto anche dall'ecologia.
mercoledì 5 agosto 2009
Differenze Nord-Sud e gabbie salariali
Nei giornali di oggi vengono snocciolate le cifre riportate da uno studio della Banca d'Italia che riporta le differenze del costo della vita tra Nord e Sud.
Secondo questo studio, il costo della vita al sud rispetto al centro-nord è più basso del 17%. Cifra non da sottovalutare, specialmente se si sottolineano nel dettaglio delle categorie specifiche molto importanti (dati riportati e presi da "la Repubblica" di oggi): gli affitti e le case costano meno del 42,1%, i servizi -15%, gli alimentari -11,5%, l'arredamento -10,3%. Per quanto riguarda l'abbigliamento invece, la differenza è solo dell'1,6% mentre l'unico costo più alto è quello delle assicurazioni che al sud raggiungono il 18,7% più del nord. Questo ultimo dato non è sconvolgente visto che al sud i picchi di rischio sono maggiori, probabilmente dovuto alla presenza della mafia che rende difficoltoso e spesso rischioso per un imprenditore investire.
All'uscita di questi dati, il Ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, ha commentato a caldo: "Sono veramente interessanti i dati di Bankitalia sulle differenze del costo della vita" e perciò, affrontando la questione meridionale, "è evidente che andrà posta attenzione alle nostre proposte riguardanti le buste paga parametrate sul reale costo della vita nelle diverse aree del Paese".
Dopo queste parole, a torto o a ragione, si è creato un putiferio, eppure secondo me la tesi di Calderoli non è priva di fondamento. Lungi dal considerarmi un simpatizzante della Lega, trovo che dette differenze vadano prese fortemente in considerazione. Tanto per fare un banale esempio, se io fossi un operaio del nord e prendessi, mettiamo, 1000 euro, queste 1000 euro varrebbero in termini reali meno rispetto ad un mio collega del sud. Infatti al nord metà dello stipendio potrebbe essere utilizzato interamente per pagare l'affitto, onere che al sud costa quasi la metà.
Già sento le obiezioni: ma al sud c'è meno lavoro, quindi più disoccupati e perciò è ovvio che i prezzi siano inferiori. Questa obiezione ha un fondo di verità. Infatti se abbassassi i salari al sud, questo farebbe abbassare il reddito disponibile dei lavoratori e delle famiglie, scaricandosi così sui prezzi che diminuirebbero ancora. Però mi viene da pensare che, per esempio, un azienda nazionale, come potrebbe essere la Fiat, con un differente salario nominale, potrebbe trovare conveniente investire al sud rispetto al nord e questo potrebbe probabilmente far riassorbire un po' di disoccopazione.
Poi sinceramente non mi sognerei di abbassare il salario ai lavoratori del sud, piuttosto propenderei ad un aumento di quelli del centro-nord al fine di ottenere un salario reale omogeneo per le varie categorie di lavori.
Da quello che mi sembra di aver capito, la nostra situazione è molto simile a quella della Germania che, in seguito all'unificazione, presenta differenze di costo della vita tra Est e Ovest. Anche lì si tiene conto di questo e vi è un modo per riparametrare le retribuzioni minime mediante contratti collettivi stipulati per macro-regioni. Perciò ci si può ragionare seriamente.
Capisco che al sud simili discorsi pronunciati da esponenti della Lega Nord possano creare qualche mal di pancia. Però si può seriamente affrontare il discorso senza preconcetti ideologici.
martedì 4 agosto 2009
Contro l'inflenza suina, andate a vaccinarvi! Sì, prendendo il sole
Come ho già avuto modo di scrivere, questa influenza suina non mi ha mai convinto fin dall'inizio. Bassa mortalità rispetto ad una comune influenza stagionale, scienziati che parlano di virus nato in laboratorio, OMS reticente sui dati, Stati che si indebitano senza che il vaccino sia stato ancora sperimentato correttamente sull'uomo.
Tutto ciò mi sembra quantomeno paradossale, per non dire costruito a tavolino.
Big Pharma vedrà le proprie casse riempirsi di dobloni e questo grazie al senso di paura diffuso nella gente grazie alle agenzie stampa.
Un'informazione suddita e complice che fa un grosso favore alle aziende farmaceutiche registrando in cambio indici di ascolto altissimi: si sa, il senso di angoscia e di insicurezza fa molta presa sulle persone poco attente a quello che le circonda.
Ogni volta che penso a questo nuovo "flagello", mi torna sempre in mente la storia raccontata da un preside di una scuola in un'intervista pubblicata su "la Repubblica" del 19 luglio 2009. L'uomo si chiama Giuseppe Facciorusso ed è preside della scuola media Virgilio di Peschiera Borromeo. 19 studenti che frequentano questa scuola media erano andati in un viaggio di studio in Inghilterra e hanno contratto la febbre suina. Debitamente curati, sono ora tornati regolarmente in Italia, senza complicanze di alcun tipo. Il più grave di loro ha avuto per una notte la febbre a 39 mentre gli altri tale temperatura non l'hanno mai raggiunta.
Ecco alcune risposte che ha dato il preside al giornalista Franco Vanni (si ricorda che quando è stata realizzata l'intervista si parlava addirittura di posticipare l'apertura delle scuole...):
"[...] Come stanno i ragazzi?
"Tutti bene, da giorni. Sono stati al mare e hanno fatto visite, come previsto dal programma del viaggio. Non capisco l'allarme che si è creato. Hanno preso l'influenza e si sono curati, tutto lì. Pensando all'inizio delle lezioni, in Lombardia si comincia il 14 settembre, ed è una data già piuttosto avanzata".
Si teme una pandemia, non pensa che ogni precauzione sia dovuta?
E poi vogliono vaccinare in modo particolare i ragazzi al di sotto dei 28 anni? Ma stiamo scherzando?
Tuttavia, se volete prevenire questa seppur non così mortale influenza, vi consiglio un vaccino gratuito: andate al mare a prendervi il sole!
15 minuti di sole per tre volte alla settimana e passa la paura.
La tanto bistrattata vitamina D, infatti, ha varie proprietà benefiche molto importanti: fa dimagrire e riduce il diabete, aiuta contro i rischi di problemi di cuore, rafforza la struttura ossea, riduce il rischio di ammalarsi di tumore e aiuta a prevenire l'influenza A. Risulta anche che bassi livelli di vitamina D hanno una certa correlazione con l'Alzheimer, la sclerosi multipla, il Parkinson e l'autismo.
Questa notizia l'ho letta in un articolo scientifico pubblicato a pag.33 del quotidiano "la Repubblica" di oggi, dal titolo "Vitamina D. Povera ma fa bene, è la rivincita sugli integratori".
Non stupitevi se tutti i media ufficiali daranno poco risalto o sminuiranno questa notizia, perché potrebbe creare qualche problemino alle miliardarie case farmaceutiche visto che la vitamina D, oltre che facilmente acquistabile con pochi euro in farmacia, si trova gratuitamente in natura grazie al sole. Poi non sia mai che i cittadini se la possano prendere con il governo che ha tranquillamente speso soldi pubblici pagati dai contribuenti senza almeno aspettare la definitiva sperimentazione del vaccino sull'uomo. Non vorrei tra l'altro che le cavie da laboratorio fossero proprio i cittadini stessi, visti i tempi stretti per la produzione e distribuzione massiccia delle dosi.
Ecco alcune parti dell'articolo citato, che destano un certo interesse:
"[...] nell'ultimo anno 2274 studi scientifici si sono concentrati sull'importanza della D. Non solo ossa e calcio. Le ricerche hanno intercettato i recettori della vitamina in tante altre parti del corpo. Uno studio pubblicato a luglio sugli Annali di epidemiologia sostiene il legame tra assorbimento di D e abbassamento dei rischi di tumore al seno, al colon, alle ovaie e alla prostata. Ricerche sugli animali e in laboratorio dimostrerebbero l'importanza della vitamina in molti meccanismi cellulari che danno origine ai tumori. Un altro studio del National Cancer Istitute suggerisce che chi assume più D riduce della metà il rischio di ammalarsi di tumore. Bassi livelli di D influirebbero sull'Alzheimer, sulla sclerosi multipla, sul Parkinson, perfino sull'autismo.
Chiarisce al Los Angeles Times Karen Hansen dell'Università del Wisconsin: "Chi mostra livelli più alta potrebbe anche essere in salute per altre ragioni". Insomma le ricerche si limitano a sottolineare un link. Che i governi più avvertiti però non si lasciano sfuggire. L'istituto di sanità del Canada, per esempio, sta studiando l'impatto della vitamina D sulla influenza A, che in Nordamerica si continua a chiamare con più pragmatismo suina, anche perché è già dimostrato che il deficit di questa vitamina si ripercuote sul sistema immunitario [...]."
Sebbene la notizia sia una piccola postilla di un breve articolo, la questione è molto importante perché avvalorata da studi scientifici e non da persone che si rifanno solamente ai "rimedi della nonna".
Oltre al sole e alle pasticchette a poco prezzo di vitamina D che trovate in qualunque farmacia, potete procurarvi questo "vaccino" bevendo 4 bicchieri di latte al giorno o seguendo una dieta di pesci grassi come il salmone e olio di fegato di merluzzo.
Rimedi semplici per prevenire una banale influenza.
lunedì 3 agosto 2009
Oltre 700 morti in Nigeria: CHI SE NE FREGA!
CHI SE NE FREGA!
Ecco cosa avranno pensato i direttori e i redattori dei giornali e telegiornali di fronte una notizia così terribile. I morti africani non fanno notizia.
Ogni giorno troviamo notizie inutili nei media tradizionali. Caldo afoso in agosto, file chilometriche nelle strade a causa degli italiani in partenza, e altre sullo stesso livello.
Poi ci sono le notizie amplificate volutamente, come gli scontri che avvengono in Iran dove si stanno alimentando le proteste della gente che, invece di accettare la riconferma della presidenza di Ahmadinejad, paventando brogli, sostengono un vero e acclarato assassino e delinquente come Mousavi. Quest'uomo, descritto dai telegiornali come se fosse un Gandhi liberatore dall'oppressione islamico-fondamentalista, è stato già al potere macchiandosi di guerre, addirittura arrivando ad usare 100MILA bambini per pulire i campi di mine.
Ma l'informazione è fatta così e dobbiamo impegnarci molto per trovare un briciolo di verità attraverso canali alternativi. A volte basta andare su siti come l'Ansa per trovare informazioni sconcertanti, ma che non vengono rese disponibili alla quasi totalità delle persone.
Un mio amico ieri mi ha segnalato questa breve notizia dell'Ansa del 2 agosto - ore 17.42, dal titolo "NIGERIA: OLTRE 700 MORTI IN SCONTRI":
"(ANSA) - MAIDUGURI, 2 AGO - Sale a piu' di 700 morti il bilancio degli scontri fra esercito e integralisti islamici armati in Nigeria. Lo riferisce la Croce Rossa. ''Al momento le vittime sono 780, ma il numero potrebbe salire poiche' proseguono le ricerche di eventuali altri cadaveri'' dice Aliiyu Maikano, responsabile per il Nordest della Croce Rossa nigeriana. Intanto, le autorita' locali informano di aver iniziato a seppellire nelle fosse comuni i cadaveri delle persone non reclamati dalle famiglie".
Perché non ne ha parlato nessuno? Solo perché con queste notizie non si vendono i giornali o forse perché si vogliono nascondere interessi ben più grandi?
Dietro questi scontri in Africa ci sono motivi ideologici o, come mi pare ovvio, c'è una questione economica e di potere delle multinazionali del petrolio e delle materie prime?
L'occidente pretende di esportare democrazia, valori quali la libertà, specchietto per le allodole usato dai potenti per fare evidentemente gli interessi delle lobby economiche.
L'Africa, come dice Jovanotti nella sua canzone "Falla girare", è "il continente più ricco del pianeta" e invece è ridotto di fatto in schiavitù per mantenere il nostro stile di vita.
Tempo fa ho aggiunto un video tra i preferiti di YouTube dove si vede una bambina che improvvisamente durante un'intervista è scoppiata in lacrime perché il giorno prima non aveva mangiato. Ecco il video:
C'è qualcosa di profondamente malvagio negli uomini che ci governano. I loro sorrisi e i loro buoni propositi per diffondere il benessere del mondo sono falsi. Hanno prestato a questi Paesi i soldi a debito per poi metterli in ginocchio e impadronirsi, a mo' di riscatto, delle risorse naturali per noi necessarie.
Il G8 è stato, come sempre, a mio avviso un'inutile passerella per far trascorrere una bella vacanza ai nostri governanti. Utile solo per fare belle foto.
Passaparola di lunedì 3 agosto
Come ogni lunedì alle 14, trasmetto in diretta streaming il programma "Passaparola" con Marco Travaglio.
[Upgrade]: Oggi il programma non è andato in diretta streaming e perciò vi ho inserito la registrazione caricata su YouTube.
domenica 2 agosto 2009
MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE: tremate politici, il virus Grillo si sta espandendo!
Non mi posso assentare un attimo che escono notizie bomba dal sito di Beppe Grillo.
Dopo l'estate verranno presentate le Liste regionali a Cinque stelle per le elezioni del 2010 e ad ottobre nascerà il "Movimento di Liberazione Nazionale".
A quanto pare il MLN sarà un nuovo partito partecipativo sullo stile delle Liste Civiche approdate in molti comuni italiani.
Forse finalmente i cittadini potranno avere un peso effettivo all'interno delle istituzioni, cosa che i partiti di oggi si sono largamente rifiutati di fare: basta vedere come è andata a finire la candidatura di Grillo come segretario del PD per capire che i partiti sono diventati delle associazioni oligarchiche, chiuse al nuovo e aperti agli interessi delle lobby.
Per primo ho appreso la notizia dal quotidiano "la Repubblica" di oggi: senza un accenno in prima pagina, la notizia è stata data solo a pag. 12. Già solo questo basta per capire come può far paura un'iniziativa di questo genere che potrebbe rompere tante logiche di potere ormai consolidate dalla nascita della Seconda Repubblica.
"L'assalto alla diligenza Italia è in corso. Tutti vogliono la loro parte di bottino. Partiti, lobby, criminalità organizzata, interessi locali, gruppi stranieri. Gli unici esclusi sono i cittadini, coloro che si ostinano a chiamarsi italiani e a pagare le tasse. La democrazia è diventato un semplice esercizio di potere. L'economia nazionale una crescita del debito a carico nostro e delle future generazioni. I partiti hanno il potere del debito e lo usano contro di noi. Creano capitoli di spesa per motivi elettorali, di conservazione della loro influenza, come per la Sicilia a cui hanno assegnato quattro miliardi di euro. Il debito pubblico è la risorsa infinita di Tremorti, il Grande Elemosiniere con il debito degli italiani. Da inizio anno il debito pubblico è cresciuto di quasi 90 miliardi. Chi autorizza questa gente a indebitarci? Anche il debito ha un punto di non ritorno, ed è vicino, Tremorti e Draghi lo sanno. Ogni spesa pubblica deve avere una copertura finanziaria, altrimenti è furto con destrezza ai danni degli italiani. Ci aspetta un Autunno Flambè. Le aziende, terminata la cassa integrazione, saranno costrette a licenziare, o a chiudere. Otto milioni di italiani sono poveri. Poveri, ascoltate il suono della parola: Po-ve-ri. Una parola dell'Ottocento, Charles Dickens e le navi di emigranti verso le Americhe. A 150 anni dall'Unità d'Italia ci sono otto milioni di poveri. Questa Italia è fallita. Non c'è ancora in vista un commissario liquidatore del livello di Giorgio Ambrosoli. Tutti coloro che hanno cercato di far quadrare i conti economici e politici sono stati emarginati o uccisi. Se fate un gioco, il gioco del vivo e del morto, appare tutto chiaro. Andreotti vivo, Moro morto. Gelli vivo, Ambrosoli morto. Provenzano vivo, Borsellino morto. Potrei andare avanti per ore. Ci vorrebbe un Altare della Patria per i caduti civili, un Pantheon con i nomi di diecimila vittime. Quest'Italia che dedica strade al ladro Craxi, senza democrazia partecipata, con l'espropriazione del voto di preferenza e di mille altre oscenità sociali, si sta decomponendo. Quando i soldi finiranno, o meglio, quando saranno costretti a annunciare che i soldi sono finiti, allora inizierà il ballo. Nessuno può dire che tipo di ballo sarà. Secessionista, peronista, federalista. pre unitario, fascista. Una danza a cui dobbiamo partecipare, non assistere. Dopo l'estate lancerò le Liste regionali a Cinque Stelle per le elezioni del 2010. In autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini. Un esempio di democrazia diretta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure."
Bell'analisi di Grillo che ha descritto un'Italia che difficilmente può rendere fieri. I grandi uomini che ipocritamente vengono ricordati nelle cerimonie commemorative di Stato, sono morti per cambiare un Paese che invece nel profondo è rimasto sempre lo stesso.
Dal punto di vista economico, Grillo ha sottolineato nel comunicato il peso del nostro debito, cresciuto da inizio anno di quasi 90 miliardi. E' giusto quando Grillo dice che l'uso del debito, che fa il nostro Governo e che hanno fatto molti governi del passato, sia un modo per avere il consenso di logiche particolaristiche e di gruppi di potere. E' palese che tanta parte della spesa si trasformi in sprechi viste le inefficienze che stanno sotto gli occhi di tutti.
Vorrei tuttavia sottolineare che l'uso della spesa in deficit non è sempre sbagliata se questa serve ad aumentare gli investimenti e il benessere delle fasce più deboli della popolazione. Il problema è che questo non avviene o avviene in scarsa quantità. Basti vedere le difficoltà che incorrono, soprattutto in questo periodo di crisi economica internazionale, le piccole e medie imprese. Molte di queste sono costrette perciò a chiudere ignorate dallo Stato, lo stesso Stato che invece offre benefici alle grandi imprese come la Fiat che, mentre tiene in cassaintegrazione i nostri operai, fa compere all'estero con i nostri soldi.
Secondo me, ma questo forse è un argomento troppo delicato da affrontare in poche righe, il potere di emettere moneta dovrebbe essere in mano dello Stato perché la moneta è fondamentale per regolare la crescita e la stabilità di un'economia. Basta vedere l'importanza che essa ha per Keynes, economista spesso poco considerato e ripescato nei momenti di crisi.
Oggi abbiamo perso il potere sulla creazione della moneta e questo secondo me non è affatto un bene. La Banca d'Italia, di fatto una Spa visto che la proprietà è divisa quasi al 100% tra le relative banche private italiane, e la BCE dovrebbero essere sotto il controllo dei cittadini. Personalmente non mi convince affatto che la BCE non sia di fatto controllata dai cittadini europei attraverso un organo democraticamente eletto come il Parlamento Europeo.
Argomenti come la capacità di emissione da parte dello Stato e della proprietà della Banca Centrale spesso si trovano su internet e su alcuni libri sotto la voce "signoraggio". Alcuni definiscono questa tematica una delle più grosse balle che circolano sulla rete e sui canali di disinformazione.
Questo non lo credo e ci vedo molti elementi di verità indiscutibili.
Se ancora non l'avete visto, ecco cosa diceva proprio Beppe Grillo anni fa:
Non so cosa pensare e, visto che da tempo glissa questa problematica, spero che Grillo riprenda questo importante argomento e ne faccia un punto di discussione e riflessione all'interno di questo nuovo movimento politico.
In ogni caso, questa iniziativa di Grillo mi rende entusiasta e non nascondo che è possibile che ne faccia parte nel futuro.
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