domenica 24 giugno 2007

Costretti a peccare

Non potrei giudicare: non sempre vado a Messa la domenica.
Ma mia nonna quando può, anche se in altri giorni della settimana, sì. Oggi per lei era un giorno particolare perché ricorreva la morte di mio nonno Giovanni (si chiamava come me...).
Come ogni anno dal 2001, ha ordinato la Messa in suo onore.
E come ogni anno io e tutta la mia famiglia eravamo pronti per andare a Messa.
Invece...
Invece quest'anno c'era una festa lì, a La Storta, nella Cattedrale Sacri Cuori di Gesù e Maria: si festeggiava il lungo sacerdozio di un prete del posto, un tale Don Carlo.
In compenso mia nonna per la prima volta dalla morte di suo marito, non ha potuto pregare in un giorno così ricordativo per tutta la mia famiglia.

Nessuno l'ha avvisata
Nessuno ha avvisato gli altri fedeli
Nessun avviso era scritto nella piccola Cappella di Via Valle della Storta
Forse mio nonno, mia nonna, noi, gli altri fedeli, non contano niente perché è più importante una piccola festa "cittadina"?!

Non so chi sia questo Don Carlo. Sicuramente una persona molto importante, soprattutto perché compiva 60 anni di sacerdozio. Non sono assolutamente contrario alla festa anche perché non avrebbe senso.
La cosa che mi ha dato fastidio è che le altre chiese vicine sono state tenute chiuse senza dare un sufficiente avviso ai fedeli che magari per un qualsiasi motivo non potevano assistere alle due ore e mezza di celebrazioni in Cattedrale. In fondo è stata mia nonna ad ordinare la Messa e a lei soprattutto dovevano far sapere notizie.
Fatto sta che alcuni fedeli sono stati in questo modo "costretti a peccare".
Ora per me alla fine non è cambiato molto ma per chi aspettava questo giorno da tempo, sì.
E per mia nonna, anche se questo post forse non lo leggerà mai, mi sono sentito in qualche modo di scrivere qualcosa...

sabato 23 giugno 2007

Dall' Apocalisse secondo Newton

" Allora io udii l'uomo vestito di lino che stava sopra le acque del fiume, alzando la destra e la sinistra al cielo, giurare per il Vivende in eterno: «Per un tempo, per tempi e per mezzo tempo! Quando si sarà finito di distruggere la forza del popolo santo, tutte queste cose saranno compiute!» " (Daniele 12-7)

Da questo brano della Bibbia, Isaac Newton ha previsto quando avverrà la fine del mondo: il 2060!
Secondo il grande scienziato infatti, la frase che ho sottolineato significa 1260 anni dopo l'800 dc, cioè quando c'è stata la fondazione del Sacro Romano Impero da parte di Carlo Magno. Quindi non manca poi molto...
Come si dice in questi casi, "se Dio vuole" è probabile che io e chi è giovane come me potrà vedere il temibile evento!
Scherzi a parte, la previsione di Newton non è del tutto campata in aria perché oltre ad essere un grande scienziato, era anche un grande esperto di alchimia e più volte ha studiato in modo approfondito la Bibbia, il testo Sacro per eccellenza. Da tale libro infatti Newton tentava di scoprire la sua parte in qualche modo più oscura, cioè voleva trovarci nelle parole scritte dai vari profeti nonché dagli apostoli, un messaggio che andasse ben oltre il significato letterale delle parole.
Per molto tempo questi misteriosi studi di Newton furono tenuti ben nascosti e solo adesso per la prima volta sono stati resi pubblici in gran parte nella mostra allestita dall'Università Ebraica che sarà aperta al pubblico circa un mese.
Ecco la notizia tratta dall'articolo di Alberto Stabile "I calcoli di Newton: l'Apocalisse nel 2060" pubblicato su "laRepubblica" del 19 giugno 2007:

"[...] Nel 1704, Sir Isaac Newton interpretava l'espressione «fra un tempo, tempi e la metà del tempo» come un'indicazione dei 1260 anni che devono passare fra la fondazione del Sacro Romano Impero da parte di Carlo Magno nell'800dc e la fine del mondo: nel 1260, quindi, 53 anni da oggi. E se lo dice Newton, che oltre 300 anni fa formulò le teorie sulla base delle quali noi oggi lanciamo i nostri satelliti in orbita, forse è il caso di non riderci sopra. Che sapesse qualcosa che noi non sappiamo? Questi calcoli compaiono in uno dei manoscritti di Newton, pervenuti alla Biblioteca Nazionale Ebraica di Gerusalemme, che ha deciso di esporli per la prima volta al pubblico. La mostra, curata e allestita dall'Università Ebraica, durerà un mese.
Fogli sparsi o rilegati, coperti da una scrittura fitta fitta, in latino e in inglese. L'autore perennemente in lotta con lo spazio limitato della pagina. Calligrafia ascendente, rivelatrice di un carattere super attivo. A margine, formule matematiche, equazioni misteriose. Ecco la pianta d'un edificio. Il tempio di Re Salomone, dice la didascalia, ricostruito secondo le indicazioni ricavate dai testi biblici e talmudici.
Un momento, ma che c'entra la Bibbia con la scoperta della Legge di Gravitazione Universale? La collezione dei manoscritti cosiddetti non-scientifici di Newton fu messa all'asta dagli eredi dello scienziato nel 1936. Furono acquistati per metà dall'economista inglese John Maynard Keynes, il teorico del welfare state, lo Stato sociale che ancora guida, in buona parte, le democrazie europee. Keynes poi li lasciò al King's College di Cambridge. L'altra metà degli originali di Newton vennero comperati da un allievo del King's College, l'orientalista ebreo Abraham Salomon Ezekiel Yahuda, che alla sua morte, nel 1951, ne fece dono al neonato Stato d'Israele. Di fatto, la collezione arrivò alla Biblioteca Nazionale di Gerusalemme nel 1969 e solo nel 2003 vennero resi noti i primi particolari sul contenuto dei manoscritti.
Adesso, e per la prima volta, si possono vedere. I manoscritti coprono uno spettro molto ampio di interessi, dall'alchimia alle profezie apocalittiche, che oggi vengono considerati non-scientifici, ma che all'epoca di Newton erano senz'altro parte degli interessi legittimi di uno scienziato. Un misto di filosofia, misticismo, interpretazione dei testi e osservazioni propriamente scientifiche, il tutto a sviscerare i segreti del creato e possibilmente del Creatore. Proprio la convinzione che ci fosse una «conoscenza segreta», nascosta nei testi delle passate culture, come i geroglifici egiziani e gli antichi testi ebraici ed aramaici, lo spinse allo studio e all'interpretazione di questi testi, nel tentativo di ricavarvi informazioni scientifiche [...]"

Secondo alcuni studiosi questo "strano" interesse di Isaac Newton, potrebbe avvalorare la tesi sostenuta all'interno del "Codici da Vinci" da Dan Brown, secondo il quale lo scienziato era stato uno dei Gran Maestri del Prioriato di Sion del quale ne avrebbe fatto parte anche Leonardo da Vinci.
Speriamo che i calcoli di Newton siano sbagliati...
In fondo tanti come Lui hanno preannunciato l'Apocalisse sbagliando puntualmente.
Il più celebre tra questi è Nostradamus il quale aveva detto che sarebbe avvenuta nel 2000.

Ma cantiamoci sopra con la canzone "A che ora è la fine del mondo" di Luciano Ligabue:

venerdì 22 giugno 2007

Petizione contro la "casta"

Il titolo non è casuale ma richiama il tanto discusso libro uscito poco più di un mese fa: "La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili" di Stella G. Antonio e Rizzo Sergio (ed. Rizzoli).
In questo libro sono descritti tutti gli sprechi che i cittadini italiani sono costretti a pagare con le proprie tasse. I politici di destra e di sinistra fanno sempre bei discorsi durante la campagna elettorale criticando il governo precedente di non aver risanato il debito pubblico abbattendo gli sprechi. Appena un governo sale al potere invece, sia di destra che di sinistra, ci spiega che quello precedente ha nascosto un buco nei conti pubblici e che c'è bisogno di fare sacrifici per il bene del Paese.
Non c'è niente di più ipocrita!
Prima di dare begli insegnamenti dovrebbero loro per primi dare l'esempio cominciando a ridursi lo stipendio e guadagnandosi una pensione adeguata come ogni lavoratore. Loro invece hanno la faccia tosta di prendere la pensione dopo DUE ANNI E MEZZO!
Ora vi riporto un brano del libro, segnalato da Beppe Grillo nel suo blog:

" Ricordiamo, in breve, solo quattro punti.
Il primo: tra i grandi Paesi occidentali l’Italia è quello con il numero più alto di parlamentari eletti. Senza contare i senatori a vita ... abbiamo un parlamentare ogni 60.371 abitanti contro ogni 66.554 in Francia, ogni 91.824 in Gran Bretagna, ogni 112.502 in Germania, per non dire degli Stati Uniti: uno ogni 560.747.
Il secondo: lo stipendio di un deputato è cresciuto dal 1948 ad oggi, in termini reali e cioè tolta l’inflazione, di quasi sei volte ... ed è di 11.703 euro oggi.
Terzo punto: nessuno si avvicina ai 149.215 euro di stipendio base dei nostri deputati europei. Non solo prendono oltre 44.000 euro più degli austriaci, ma incassano quasi il doppio dei tedeschi e degli inglesi, il triplo dei portoghesi, il quadruplo degli spagnoli... la lista non tiene conto delle integrazioni, a partire dal rimborso delle spese di viaggio per l’europarlamentare e i suoi collaboratori, “calcolato a forfait sul biglietto aereo più costoso, senza vincolo di documentazione”. Più “la rilevante indennità aggiuntiva per i collaboratori, di cui non solo non occorre documentare la retribuzione, ma neppure l’esistenza” ... “Il calcolo di 30-35.000 euro al mese è quindi probabilmente approssimato più per difetto che per eccesso”.
Quarto punto: l’insofferenza di molti parlamentari verso chi calcola nel loro stipendio anche i soldi per il collaboratore è spesso ipocrita fino all’indecenza ... pagano sottobanco i collaboratori (tra i 500 e i 1.500 euro) per i quali prendono al Senato 4.678 euro e alla Camera 4.190 al mese ... Un servizio delle Iene smascherava il giochetto dimostrando che alla Camera su 629 collaboratori ufficiali quelli regolarmente assunti erano solo 54: tutti gli altri erano pagati in nero.
Quanto? “Il mio riccamente” rispondeva spigliata la margheritina Cinzia Dato. ... “La politica ha dei grossi costi. Quindi ognuno s’arangia” spiegava romanescamente il nazional-alleato Carlo Ciccioli. “Quanto paga i portaborse?” “Quattro o cinquecento euro ar mese pe’ fa ‘na cosa. Quattro o cinquecento pe’ fanne ‘natra...” "

Per chi si fosse perso il servizio delle Iene sui collaboratori ufficiali tenuti in nero dai politici, trovate il video qui
Inoltre se si vogliono maggiori informazioni sul libro citato, è molto interessante vedere la puntata del 2 maggio 2007 di Matrix che potete vedere interamente cliccando qui

Questa cosa non può andare avanti perché così veramente la sfiducia verso la classe politica arriverà (e giustamente aggiungerei...) a livelli allarmanti. E non è populismo!
Per questo motivo vi sollecito a firmare una petizione richiesta dall' IDV che si propone di correggere questi punti:

"1) Riforma delle pensioni dei parlamentari. Il nuovo regime aumenta gli anni per accedere alla pensione e ne riduce l’importo Per ottenere il diritto alla pensione un parlamentare dovrà aver fatto almeno 10 anni di parlamento ed otterrà un vitalizio pari al 25% dello stipendio percepito.

2) Eliminazione dei benefit per i parlamentari. I parlamentari non avranno più diritto a tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea, né al rimborso delle spese telefoniche. Per tutte le voci classificate come rimborso spese in generale, che attualmente sono attribuite in forma forfetaria, saranno rimborsate solo su richiesta corredata dai giustificativi fiscali che testimoniano l'importo e la finalità della spesa sostenuta.

3) Pubblicità e trasparenza dei bilanci. I bilanci di Camera, Senato, Quirinale, ma anche di Corte Costituzionale e Cnel dovranno essere pubblici e accessibili a tutti i cittadini.

4) Niente privilegi per chi cessa dal mandato. I Presidenti di Camera, Senato e della Corte Costituzionale cessando dalla carica non hanno più diritto ai benefit attualmente previsti (auto blu, segreteria, uffici e indennità).

5) Governo più snello con meno ministri. Si stabilisce che il numero totale di ministri di cui si compone il governo non può essere superiore a 17, i membri dell’intero governo, compresi vice ministri e sottosegretari non possono essere più di 72 (attualmente sono 102).

6) Abolizione dei contributi pubblici a tutta l’editoria di partito
"

I punti citati fanno parte della proposta di legge n° 2643 d'iniziativa di Borghesi, Palomba, Donadi, Mura, Costantini e del disegno di legge n° 1076 d'iniziativa dei senatori Formisano, Rame, Giambrone, Caforio, Barbato, Levi Montalcini, Andreotti, Colombo Emilio, Rossi Fernando, Turigliatto e Pallaro. Si chiede che vengano esaminati e in seguito votati sia dalla Camera che dal Senato entro pochi mesi.
La riuscita di questa petizione sarebbe già un passo avanti.
Per tutti questi buoni motivi, firmate la petizione qui

giovedì 21 giugno 2007

4 poliziotti possibili ASSASSINI

Forlani Paolo (1961), Segatto Monica (1964 - trasferita da Ferrara a Padova) Pontani Enzo (1965 - trasferito da Ferrara a Mestre) e Pollastri Luca (1970) sono i quattro poliziotti che il 25 settembre 2005 hanno ucciso a colpi di manganellate e a calci in faccia un giovane ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi . La loro omertà è stata esemplare nascondendo inizialmente a tutti la vera causa del decesso, dicendo addirittura che Federico era morto per un malore. Niente di più falso, viste anche le foto che si possono trovare online, dove si vede il volto tumefatto del povero ragazzo. Dal giorno della morte di Federico, i suoi genitori non si danno pace e la madre in particolare ha aperto subito un blog dove ha permesso di fare chiarezza su un fatto così increscioso.

Ma ecco il video preso dal blog di Beppe Grillo dell'intervista fatta ai due genitori:




Per chi non può aprire il video, ecco alcuni passi importanti delle parole della madre:


"Il 25 settembre 2005 Federico, dopo il sabato sera trascorso con gli amici nella vicina Bologna, non è tornato a casa [...] La Polizia, quel giorno, ci aveva detto che Federico era morto per un malore [...] Al Question Time che era stato posto un anno e mezzo fa, il Ministro Giovanardi raccontava che sul corpo di Federico erano stati rotti due manganelli, e loro ci hanno detto una bugia [...] Ci avevano raccontato, e adesso sappiamo che è una bugia, che Federico si faceva male da solo e che gli agenti non l'avevano nemmeno toccato [...] Uno di loro gli stava inginocchiato sulla schiena perché non si muovesse e l'hanno soffocato [...]"


Che schifo! Certa gente infanga la Polizia e dovrebbero essere cacciata subito. Quando un simile reato, il più grande reato cioè l' OMICIDIO, viene commesso da un uomo delle forze dell'ordine dovrebbe avere una pena MOLTO superiore rispetto a un comune cittadino. Invece di difendere i cittadini, da certa gente toccherebbe stare alla larga!

Non mi interessa cosa abbia potuto fare un ragazzo incensurato e inerme, ma non c'è nessuna giustificazione ad una cosa così grave. Probabilmente queste persone si sono sentite forti e coraggiose, tipico proprio dei gruppi che commettono atti di bullismo per sopravvalere il prossimo.


Per fortuna ci sono buone notizie. Grazie al tam tam che tale notizia ha provocato su internet, finalmente il 19 ottobre 2007 questi quattro probabili assassini (dico "probabili" solo perché per correttezza per avere la certezza assoluta ci vogliono comunque tre gradi di giudizio...) saranno processati. Speriamo che la vicenda si concluda nei migliore dei modi.


Ecco la notizia riportata su "laRepubblica" di oggi nell'articolo "Caso Aldrovandi, processo per 4 poliziotti":


"Gli agenti chiamarono i soccorsi in ritardo, ingaggiarono una colluttazione con un ragazzo steso a terra «eccedendo i limiti del legittimo intervento», non si fermarono nonostante lui urlasse di fermarsi e «lo mantennero, ormai agonizzante, in posizione prona, ammanettato, rendendone difficoltosa la respirazione». La scena di un pestaggio mortale. Sono quattro i poliziotti della questura di Ferrara che dovranno andare a processo, il 19 ottobre, per la morte di FedericoAldrovandi , spirato a 18 anni la notte del 25 settembre 2005 dopo un intervento della polizia. Una morte diventata un caso nazionale, e poi un'inchiesta, grazie al "blog" aperto da Patrizia Moretti, la mamma del ragazzo. Dice, la richiesta di rinvio a giudizio, che i quattro agenti delle «volanti» hanno ecceduto «i limitidelladempimento di un dovere, un eccesso colposo che ha cagionato, o comunque concorso a cagionare» il decesso di Federico. L'accusa è omicidio colposo e i poliziotti, intervenuti allora per la segnalazione di un ragazzo a terra, molto agitato, «picchiarono Federico - scrive ancora ilpm - in diverse parti del corpo facendo uso di manganelli, due dei quali andavano rotti» [...]"

mercoledì 20 giugno 2007

L'esame di maturità è da ridimensionare!

Oggi è iniziato l'esame di maturità per circa 500000 studenti. Come sempre, si è cominciato dalla prova scritta in cui si poteva scegliere tra quattro tipologie: l'analisi del testo, il saggio breve o l'articolo di giornale, il tema di argomento storico e quello di ordine generale.
In particolare le tracce erano queste, divise per tipologia:

TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO:
Dante Alighieri, Paradiso, canto XI, versi 43-63 e 73-87: nel cielo del Sole Dante incontra san Tommaso d’Aquino, che gli narra la vita di san Francesco e ne esalta l’opera [...]
Nel quarto cielo, quello del Sole, Dante, guidato sempre da Beatrice, ha incontrato una corona di dodici «fulgori», che sono le anime di altrettanti celebri sostenitori della fede religiosa. Uno di questi, san Tommaso d’Aquino, gli descrive in particolare le figure di san Francesco di Assisi, fondatore dell’Ordine dei Francescani, e san Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Domenicani: l’uno e l’altro Ordine di fondamentale importanza nella storia della Chiesa a partire dal secolo XIII. La figura del primo viene presentata, nel discorso di san Tommaso, attraverso una distesa descrizione realistica dei suoi luoghi di origine e una precisa ricostruzione della sua vicenda biografica: giovanetto e figlio di un mercante, rifiutò l’agiatezza della famiglia e pubblicamente, davanti al vescovo della sua città, si spogliò di tutti i beni e dei vestiti per fare voto di povertà e in questo modo subito attrasse a sé altri giovani. Era nato così l’Ordine dei frati francescani, riconosciuto poi dall’autorità papale

Ci sono state molte polemiche su questa traccia in quanto sembra avvantaggiare chi viene dal liceo classico. Infatti il "Paradiso" di Dante è un testo molto difficile, più consono a chi ha ricevuto una preparazione classica. Inoltre c'è un gravissimo errore nella traccia nel punto che ho sottolineato in quanto si attribuisce a San Tommaso, sia l'elogio di San Francesco che quello di San Domenico. Questo non è assolutamente vero perché a descrivere la figura di San Domenico di Guzman, il fondatore dell'Ordine dei Domenicani, non è stato San Tommaso ma bensì il francescano San Bonaventura (che tra l'altro ne parla nel canto XII). Per di più dietro a questa cosa c'è tutto un discorso che Dante ha voluto fare sulla polemica tra i due ordini, facendo parlare un domenicano (San Tommaso) del fondatore dell'Ordine dei Francescani (San Francesco), e un francescano (San Bonaventura) del Fondatore dei Domenicani (San Domenico).
Anche quest'anno questa tipologia è stata presa poco in considerazione dagli studenti in quanto a sceglierlo è stato solo il 5,7%. Tra l'altro difficilmente si sarebbero aspettati l'uscita di Dante in quanto era stato scelto solo due anni fa.

TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”:

  1. I luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria;
  2. Alle basi della convivenza civile e dell’esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità;
  3. La nascita della Costituzione repubblicana: il laborioso cammino dalla dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell’Italia democratica;
  4. «Sensate esperienze» e «dimostrazioni certe»: la nascita della scienza moderna

Questa tipologia è stata come sempre la più gettonata, forse anche per la vastità delle scelte a disposizione. L'hanno scelta infatti 57 studenti su 100, dato sì sbalorditivo, ma che presenta una notevole flessione rispetto alla maturità dell'anno scorso dove a scegliere l'articolo o il saggio breve erano stati ben il 74%.

TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO:
La fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell’immigrazione nei Paesi europei.
Illustra le conseguenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandoti sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli

Scelto dal 6,9% degli studenti

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE:
«L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il «villaggio globale», ma non c’è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatti della comunità.»
G. TAMBURRANO, Il cittadino e il potere, in “In nome del Padre”, Bari, 1983
Discuti l’affermazione citata, precisando se, a tuo avviso, in essa possa ravvisarsi un senso di “nostalgia” per il passato o l’esigenza, diffusa nella società contemporanea, di intessere un dialogo meno formale con la comunità circostante

Al secondo posto come gradimento, scelto dal 30% degli studenti


Ma quest'anno la maturità presenta anche importanti modifiche. Infatti una delle prime riforme fatte da questo governo (stupisce la priorità che ha avuto rispetto ad altre riforme forse più essenziali per il Paese...) è proprioquella che ha regolato l'esame di maturità.
La parte della riforma più importante e forse la più odiata dagli studenti, è quella che ha reintrodotto le commissioni esterne. Infatti rispetto alla precedente riforma Moratti, quella fatta dal Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni prevede che i membri delle commissioni d'esami devono essere composti per metà da docenti esterni e per l'altra da quelli interni più un presidente esterno.
Questa riforma è molto giusta a mio avviso perché ha ridato alla maturità importanza in quanto quella di prima era poco più che un compito in classe mancando il confronto con docenti di altre scuole.
Non nascondo però che se mi metto nei panni degli studenti questo possa fare imbestialire...
C'è da notare che questa parte della riforma non è piaciuta neanche ai docenti che devono far parte delle commissioni esterne: altrimenti non si spiegherebbe il forte assenteismo arrivato al 25%. Per questi insegnanti ci dovrebbe essere un controllo a tappeto in quanto il dato è palesemente anomalo.
Un altro punto importante della riforma Fioroni, è stato quello di reintrodurre l'ammissione all'esame, cosa che ha provocato un 4% di non ammessi a sostenere l'esame.
L'aspetto della riforma forse meno importante è quello che riguarda la seconda prova di domani, che deve avere per oggetto una delle materie che caratterizzano il proprio corso di studio.

Ma dall'anno 2008/2009 verranno applicate ulteriori modifiche che riguardano il punteggio e i crediti formativi.
Per quanto riguarda il punteggio, il voto finale sempre in centesimi sarà diviso così: 45 punti complessivi per valutare le prove scritte, 30 per il colloquio, 25 come massimo ottenibile dai crediti formativi.
Da qui si capisce come Fioroni abbia voluto dare una maggiore importanza al rendimento scolastico degli ultimi tre anni oltre che alle ulteriori attività formative. Fino a quest'anno compreso infatti, al massimo i crediti formativi raggiungibili sono 20 e quindi dalla prossima maturità ci sarà un aumento di 5 punti. Ma...

Ma non basta! Io penso che ai crediti formativi si debba dare un valore maggiore e quindi bisognerebbe ridefinire il modo per calcolare il punteggio totale all'esame. Se fossi un Ministro della Pubblica Istruzione, proporrei 40 punti per i crediti formativi, 40 per le prove scritte e solo un 20 per l'orale in quanto quest'ultima prova seppur molto importante, è troppo legata all'emotività.
Non capisco come la maturità sia più importante del lavoro e dell'impegno che uno studente ha avuto nell'arco degli ultimi 3 anni di superiori... Anzi, i crediti dovrebbero essere conteggiati a partire dal primo anno in quanto nei primi due anni si formano le basi per gli studi successivi.
Tempo fa avrei detto addirittura che l'esame di maturità fosse da abolire. Infatti non capivo come una prova generale di questo tipo sia più importante di 5 anni di studio.
Oggi l'idea l'ho un po' cambiata perché la maturità è importante sia perché costituisce una di quelle tappe "obbligate" che preparano al mondo degli adulti, sia perché con essa è lo Stato che in qualche modo giudica la preparazione di un ragazzo/a che potrebbe subito dopo entrare nel mondo del lavoro. Quindi, come ho scritto nel titolo di questo post, è più opportuna una profonda modifica che dia ai crediti formativi un maggior peso.

Per chiudere in modo leggero, essendo il mio primo post che tratta dell'esame di maturità, non posso che mettervi il video della bella e popolarissima canzone di Antonello Venditti "Notte prima degli esami":



A proposito, sapete come ha passato la notte prima degli esami Antonello Venditti ?
Ecco cosa ha detto (frase riportata in un trafiletto sul giornale "laRepubblica" di oggi):

"La sera prima dei miei scritti sono andato a Firenze in moto con un amico, poi all'esame senza passare da casa"

martedì 19 giugno 2007

Mentana peggio di Vespa

Ieri sera in prima serata è andato in onda su Canale5 uno Speciale Matrix sulla strage di Erba.
Per chi ancora non lo sapesse, ad Erba l'11 dicembre 2006 c'è stata una strage in cui sono morte quattro persone: Raffaella Castagna (30 anni), suo figlio Youssef (2 anni), sua madre Paola Galli (57 anni) e la vicina di casa Valeria Cherubini (55 anni). All'inizio ad essere colpevolizzato ingiustamente dai media era stato il marito di Raffaella, Azouz Marzouk. Per i media l'accusa a Marzouk era un'occasione ghiotta per fare ascolti cavalcando il lieve razzismo popolare. Marzouk infatti è tunisino ed inoltre era appena uscito dal carcere grazie all'indulto.
Purtroppo il mondo dell'informazione prese un grosso abbaglio in quanto ben presto si scoprì che i veri colpevoli erano i vicini di casa Olindo Romano e Rosa Angela Bazzi, che con Raffaella e la sua famiglia avevano avuto solo piccoli screzi. Tra l'altro Marzouk anche volendo non poteva essere fisicamente l'assassino in quanto al momento del delitto non si trovava neanche in Italia...

Enrico Mentana, a distanza di così tanto tempo e dopo averci fatto innumerevoli trasmissioni sul caso, ieri per il bene dell'informazione si è sentito in dovere di realizzare addirittura una "docufiction" girata in tempi da record.
Ecco il discorso introduttivo alla docufiction preso da YouTube:



Per darvi solo l'idea dello squallore della trasmissione, ecco i primi 4 minuti della docufiction preso sempre da YouTube (filmato per adulti):



Enrico Mentana si dovrebbe solo che vergognare! Non è servito per niente un approfondimento del genere perché non ha portato nulla di nuovo.
Inoltre è professionalmente sbagliato ricostruire i fatti su un qualcosa per cui è ancora rimasto in piedi il processo.
La trasmissione è stata fatta solo per catturare l'audience, mandando in onda praticamente un film di scarsa qualità con scene macabre assolutamente superflue e fuori luogo. A questo punto potevano mandare un film dell'orrore almeno era più avvincente e meno noioso!
L' "importante" docufiction aveva contrassegnato anche il bollino rosso che indicava che era un film per adulti.
Dopo il film ovviamente, Mentana non si è fatto mancare una puntata con personaggi già visti, come la guest star Azouz Marzouk che a quanto leggo da un articolo apparso su Repubblica.it, ha fatto salire incredibilmente lo share (ovviamente la squallida fiction non ha retto il confronto con il film "Il mistero dei templari" andato in onda su RaiUno...).

Tutto ciò mi fa profondamente schifo!
Fino adesso consideravo Mentana un giornalista serio e professionale, soprattutto messo a confronto con il tanto criticato Bruno Vespa che ad esempio ha fatto una marea di puntate sul delitto di Cogne con tanto di plastico che ricostruiva l'uccisione del bambino Samuele.
A Mentana ricostruire la vicenda non basta più, ma per rendere il tutto più appetibile per lo spettatore ora si spinge a fare anche film sui fatti di cronaca nera!

Firmerei l'appello fatto da Luciana Littizzetto all'interno della puntata di "Che tempo che fa" (RaiTre ) del 15 aprile 2007:

"[...] Faccio un annuncio: non ammazzatevi più! Non ammazzatevi più! Mariti cornuti, vicini di casa pazzoidi, contadini col terreno in contenzioso... non ammazzatevi più! Ma non vi dico perché è sbagliato, perché è peccato mortale, perché fratello non uccide fratello, perché occhio per occhio... no, per non dare argomenti a Vespa! Va bene?! Perché tra due litiganti, è Vespa che gode!CAINI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI! [...]"

Ecco il filmato completo da dove è stato preso l' "appello" della Littizzetto:



Ora la Littizzetto dovrebbe aggiornare il suo intervento citando anche le "docufiction" di Enrico Mentana...

lunedì 18 giugno 2007

Un pieno di aria, grazie!

Non è fantascienza, ma in India hanno inventato una macchina che va ad aria compressa. La macchina in questione si chiama Citycat e sarà presto venduta anche in occidente in Paesi come la Francia, la Germania e gli USA.
Dietro a questa novità c'è il grande colosso automobilistico indiano Tata che da un po' di tempo ha stretto accordi anche con la Fiat.
La macchina in questione è un piccolo gioiello, capace di andare al massimo alla velocità di 100 Km/h e di fare 200 Km con un pieno.
La Citycat ha un motore a due cilindri con dentro un pistone messo in una posizione tale da non muoversi in sincronia con l'albero motore: per il 70% della rotazione, il pistone rimane in cima al cilindro rendendo così più efficiente il motore.
All'inizio costerà circa 12700 dollari, una cifra non esorbitante considerando le innovazioni introdotte.
Ecco cosa è scritto nell'articolo di Maurizio Ricci "Aria compressa al posto della benzina. Dall'India arriva Citycat, l'auto del futuro", tratto da Repubblica.it del 6 giugno 2007:

"Arrivate al distributore con la macchina in riserva, ma mentre tutti gli altri fanno la coda alla pompa di benzina, voi andate direttamente alla colonnina d'aria per controllare la pressione delle ruote. Infilate il tubo nel serbatoio e... pfft! in 3-4 minuti avete fatto il pieno. Passate alla cassa, versate un euro e mezzo (contro i 60-70 degli altri) e ripartite sereni. La vostra macchina ad aria vi porterà per altri 200 chilometri fino al prossimo pieno. Non è un cartone animato e neanche uno spot visionario di qualche gruppo estremista dell'ecologia.
Dietro il progetto c'è la Tata, il più grande gruppo automobilistico indiano, appena reduce da un ambizioso accordo strategico con la Fiat. E, se tutto andrà come previsto, con qualche piccolo aggiustamento (ci vorrà un compressore ben più potente di quello delle ruote per sparare 340 litri di aria nel serbatoio), quella scena comincerà a svolgersi in India fra poco più di un anno, nell'agosto 2008, quando la Tata metterà in commercio le prime seimila Citycat, macchine ad aria compressa capaci di andare a 100 km l'ora e a emissioni zero, neanche una molecola di anidride carbonica e di effetto serra. E l'India sarà solo il primo passo: ci sono già accordi per portare la Citycat in 12 altri paesi, fra cui Germania, Francia, Usa, Spagna, Brasile, Israele e Sud Africa.

Ai profani, il motore ad aria compressa appare un incrocio fra la locomotiva a vapore e il vecchio, caro fucile Flobert dei giochi di antichi bambini. L'idea non è nuova. Guy Nègre, la cui Mdi è il partner della Tata nel progetto, ci lavora, con alterna fortuna e parecchie false partenze (compresa una italiana, con la Eolo) dal 1991. Sostanzialmente, si tratta di un motore a due cilindri, dentro cui si muove un pistone. Grazie ad un particolare design, il pistone non si muove in sincronia con l'albero motore. Per il 70% del tempo di rotazione dell'albero motore, il pistone resta fermo in cima al cilindro, consentendo alla pressione interna di crescere. Questo ritardo aumenta l'efficienza complessiva del motore, che si mette in azione quando l'aria compressa, sparata nel cilindro, fa muovere il pistone, esattamente come succede con il motore a scoppio. Quando l'auto si ferma, si ferma anche il motore, che riprende a funzionare quando si pigia l'acceleratore. Non ci sono marce, sostituite da un computer. Semplice com'è, richiede manutenzione praticamente zero e un cambio d'olio ogni 50 mila chilometri. Anche le emissioni di anidride carbonica sono zero, salvo quelle legate all'elettricità per far funzionare il compressore al momento del pieno.
Ad aria, però, non si va più veloce di 50 chilometri l'ora, cioè in città. Su strada - come accade anche con le ibride benzina-elettricità - entra in funzione un normale motore a scoppio. In compenso, non c'è bisogno di andare dal distributore, per l'aria. A casa, si attacca la spina della corrente e un compressore interno, in 4 ore, ricarica il serbatoio [...]"

Ecco un video sulla Citycat trovato su YouTube:



Speriamo che questa macchina abbia successo perché sarebbe una vera rivoluzione!